Fringe

Fringe - Logo  - Photos courtesy Fox. All Rights Reserved.Il 18 gennaio 2013 con la messa in onda negli U.S.A. del doppio episodio Liberty/An Enemy of Fate, sulla rete Fox si è conclusa la quinta e ultima stagione di Fringe. Sarà molto difficile cercare di condensare in un articolo questi cento episodi tondi tondi, senza dimenticare qualcosa o con la paura di non essere stati abbastanza chiari. Perché c’è molto da dire su una serie che, con il pretesto della fantascienza è riuscita a confezionare un drama così intenso ed affascinante.

Ideata dall’inarrestabile re mida delle serie tv (e non solo) J.J. Abrams insieme ad Alex Kurtzman e Roberto Orci, Fringe è una serie di fantascienza che ci racconta della divisione Fringe dell’FBI di Boston, che si occupa delle indagini legate alla cosiddetta scienza di confine, ovvero la fringe science.
Fringe - Cast  - Photos courtesy Fox. All Rights Reserved.L’agente dell’FBI Olivia Dunham, interpretata da Anna Torv, è il personaggio cardine intorno a cui ruota tutto l’universo di Fringe: affronta i casi della sezione Finge con iniziale scetticismo, scoprendo in seguito che non è stata scelta a caso per quel ruolo. Walter Bishop, interpretato da un John Noble che non smetteremo mai di incensare per la sua straordinaria performance, è un brillante scienziato, (descritto in un episodio come un “Einstein dei nostri giorni”) che in passato ha diviso il laboratorio e molte delle sue ricerche con il collega William Bell (un enigmatico Leonard Nimoy che entra ed esce dalla serie come graditissima guest star) fino a quando, in seguito a un incidente di laboratorio, viene rinchiuso in un istituto psichiatrico per 17 anni. Nella divisione Fringe si ricongiunge al figlio Peter Bishop (Joshua Jackson), che garantisce per la sua dimissione dalla casa di cura.
Veniamo a conoscenza, fin dai primi episodi andati in onda a partire dal 2008, di casi affascinanti che parlano di fenomeni paranormali come il controllo della mente, il teletrasporto, la proiezione astrale, l’invisibilità, la mutazione genetica, la rianimazione e ancora di forme di energia alternative, di universi paralleli e di paradossi temporali. Casi sempre al limite e che, guarda caso, coinvolgono più o meno palesemente il passato lavoro del dottor Bishop e del suo ex collega Bell. Ma c’è di più: si intravede una connessione tra caso e caso, come in uno schema ben definito…

Fringe - Glifi - Photos courtesy Fox. All Rights Reserved.Bizzarrie da The Twilight Zonehard-scifi e qualche punto di contatto con X-Files, il tutto mescolato in maniera così sapiente ed intrigante, durante la prima stagione, da conquistare immediatamente i telespettatori e porre le basi della mitologia del telefilm. Veniamo così a conoscenza dei misteriosi Osservatori e dell’oscuro passato di tutti i protagonisti, tra meta-elementi inseriti ad hoc come i Glifi e le affascinati varianti della sigla di apertura. (in questo video le trovate tutte ma se non avete visto l’intera serie vi sconsigliamo la visione, per non rovinarvi la sorpresa). Poi le cose cambiano ed è la stessa serie a divenire un caso fringe: sempre ad un passo dalla cancellazione nelle successive stagioni, per via dell’emorragia di audience e finanze impiegate dalle rete, riesce miracolosamente a sopravvivere e concludersi. Con il passare delle stagioni i granitici episodi stand-alone, dai quali si poteva intuire una debole trama orizzontale, lasciano il posto ad un un più marcato arco narrativo, dove il mostro della settimana è quasi un contrappunto, fino alla quinta stagione, dove assistiamo ad un vero e proprio film lungo 13 episodi.

E Fringe, proprio con la final season riesce letteralmente a chiudere il cerchio e regalare, al paziente pubblico che non l’ha mai abbandonata, un affresco epico e coinvolgente dove torna tutto o quasi e dove non sono solo le trovate originali a spiazzarti, né i semplici (o difficili a seconda di come li si veda) case-of-the-week, né le soluzioni narrative, non sempre all’altezza, e neppure i monumentali cliffhanger. Sono anche storie di persone, e non è ridondante parlare di humankind: le loro interazioni, i legami, i drammi personali ed i dilemmi etici. Storie che, dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande, affrontano il rapporto genitore/figlio fino ad arrivare a preoccuparsi del destino dell’intero genere umano. Storie che si interrogano sui limiti dell’uomo e quanto potrebbe costare, in termini di perdita della componente umana, il superamento degli stessi. Si parla di scelte dettate dall’egoismo e di scelte coraggiose. Si parla di sacrificio. E del più scontato ma allo stesso tempo misterioso dei sentimenti: l’Amore.

[box title=”… e i paradossi temporali” color=”#333333″]Fringe è una serie che ha osato molto. La maggior parte degli eventi narrati nel telefilm avvengono ai giorni nostri ma tutta la storia, raccontata nelle cinque stagioni, si dipana in un arco narrativo che va dalla metà degli anni ’80 fino al 2609. E tutto questo tempo non viene solo raccontato ma anche viaggiato da alcuni personaggi della serie che compiono, volontariamente o meno, azioni per modificarlo. Questo, secondo alcuni detrattori, ha generato nell’universo di Fringe paradossi temporali così complicati e stordenti che per spiegarli non basterebbe il rassicurante “Wibbly Wobbly Timey Wimey… Stuff”.
Se siete tra quelli che devono ancora affrontare la serie o la stanno finendo di vedere vi consigliamo di ricordarvi ciò che dice Walter Bishop, ogni volta che parla di viaggi del tempo e di godervi lo show! Se invece Fringe l’avete visto fino all’ultima puntata e volete togliervi qualche curiosità vi consigliamo questo chiaro ed esaustivo articolo che squarcia un po’ di nubi sui viaggi nel tempo della serie.[/box]

Prima di concludere lasciateci ricordare oltre ai tre protagonisti principali il contributo attoriale di Lance Reddick (Phillip Broyles), Jasika Nicole (Astrid Farnsworth), Blair Brown (Nina Sharp), Michael Cerveris (September) e le tante guest star che hanno arricchito questo telefilm, come Peter Weller nell’episodio cult della seconda stagione intitolato White Tulip.

I protagonisti ringraziano i fan (traduzioni qui):

Fringe è una serie che tra mille difficoltà, e non senza qualche scivolone, è riuscita a mantenere standard qualitativi paragonabili a serie come Lost o Battlestar Galatctica e che ha posto nuove e vitali basi su come realizzare fantascienza in televisione, alzando la famosa asticella di un paio di spanne.

Dicono che dall’altra parte Fringe sia stata rinnovata per una sesta stagione, in questo universo invece ci mancherà. Tanto.

[note color=”#f5f5f5″]Nota: questa recensione è stata scritta usando come sottofondo l’original soundtrack della serie, composta da Michael Giacchino insieme a Chris Tilton e Chad Seiter.[/note]

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