Il Tormentone

ts_tormentoneBuona parte della comicità italiana degli ultimi 15 anni ci ha costruito intere carriere, a volte riducendolo ai minimi termini di una singola parola o espressione sufficiente a scatenare l’ilarità. Sul dizionario risulta essere, oltre alla reiterazione di una battuta comica, la definizione di qualcosa o di qualcuno che risulta essere opprimente. Le due possibilità spesso rischiano di coincidere.

Il tempio del tormentone anni 80

Il tempio del tormentone anni 80

Parliamo del tormentone, tecnica specifica dell’ambiente della commedia che è intrinsecamente seriale: è proprio il ripetersi e il ritornare il meccanismo che la rende divertente. L’affezione, l’abitudine e il riconoscimento sono gli elementi di un meccanismo che fa della familiarità il suo punto di forza.
Certo, creare un tormentone efficace non è così semplice. In alcuni casi avviene quasi per caso, e nella maggior parte dei casi il rischio di scivolare in saturazione è molto alto. Così come rischioso il ritrovarsi incastrati nel meccanismo per cui si costruiscono situazioni il cui unico scopo è portare fino al tormentone: fatto con capacità può suscitare convulsioni di ilarità, mal gestito finisce per togliere forza a tutto il resto e quindi stancare in fretta.

Il fatto comunque che se ne abusi e lo si ricerchi così tanto è indice di quanto questo giocattolo funzioni.

Molto usato dai comici, soprattutto quelli televisivi, se ne fa un ampissimo uso anche in tantissime sit-com. Il tormentone può vivere attraverso singole parole o frasi oppure essere una microsituazione vera e propria:

In definitiva possiamo distinguere tra tormentone come ripetizione di un singolo elemento e tormentone come ripetizione di uno schema.

[box title=”Non solo a parole” color=”#333333″]In realtà il tormentone può esistere anche al di fuori della comicità. C’è il tormentone musicale, un brano che esplode e che per alcuni mesi ha una vita ossessiva e ossessionate, riempiendo palinsesti, locali pubblici, suonerie per cellulari, per poi improvvisamente morire e scomparire. Il meccanismo si è evoluto attraverso la rete, trasformandosi anche in altre due possibilità talmente forti da guadagnarsi un nome e una categoria tutta loro: i video virali e i meme. E quando anche quest’ultimi si incrociano…[/box]

I principi del tormentone situazionale

I principi del tormentone situazionale, la ripetizione di uno schema

Seppure estremamente sinificativo sul fronte comico, il tormentone emerge anche in altre vesti e in altre tipologie. Ne è un esempio eclatante il mondo dell’animazione giapponese. Pensate a cosa rappresenta l’appuntamento della trasformazione:

  • i piloti che premono il magico pulsante che permetterà alle singole astronavi di unirsi in un gigantesco robot o il robot che si unisce, si fonde, etc etc…
  • la bambina che agita la bacchetta che la trasformerà in un adolescente cantante o dotata di poteri magici;
  • la studentessa che invoca il potere di stelle o divinità per cambiare colore ai propri vestiti (d’accordo, e avere anche i superpoteri);
  • l’armatura che si scompone per rivestire il cavaliere o il samurai.

Ma anche l’animazione americana non è da meno. Vi ricordano nulla spade sollevate e richiami a grossi, scheletrici castelli?

Tutti esempi di tormentoni che seguono di puntata in puntata e che noi, assolutamente, agogniamo e desideriamo poter gustare e rigustare.

[box title=”La golden age” color=”#333333″]Gli anni ’70 – ’80 sono stati decisamente gli anni dei tormentoni tv, ben oltre il solo ambiente delle sit-com. Da “Nano-nano” passando per i piani ben riusciti di Annibal Smith dell’A-team fino al corrucciato “Che cosa stai dicendo Willis!” non c’era serie tv (o telefilm, come si diceva allora) che non avesse il suo topoi, la sua frase tipo o la sua scenetta clou, insomma il suo tormentone che faceva scattare il sorriso compiaciuto sulla faccia dell’afficionados. La moda con il tempo si è ridotta (al di fuori delle sit-com) ma non è del tutto scomparsa: avete presente lo Yeaaahhh che apre la sigla di CSI Miami dopo che Horatio Cain ha fatto la sua battuta sul caso della settimana?[/box]

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