Bonelli e la sperimentazione – Luca Enoch

Luca EnochUna delle prime immagini che arrivano alla mente pensando “Bonelli” è sicuramente il canonico albo, il formato Bonelli appunto, una costante, un vero e proprio standard del fumetto italiano.

È facile infatti abituarsi all’idea della Sergio Bonelli Editore come di una casa editrice statica, con una serie di albi e personaggi consolidati e storici, tanto quanto statica appare la gabbia che costituisce la sua narrazione fumettistica. Modelli costanti suddivisi tra gli albi mensili e le tre, quattro tipologie di speciali, quasi tutte variazioni di tema sul formato canonico.

In realtà, dietro la sua apparente e granitica staticità, la Bonelli è sempre stata una casa editrice che ha creduto nella sperimentazione, un percorso che ha sempre fatto parte del suo D.N.A. e che, in questo periodo di crisi, si sta manifestando sempre con più forza attraverso diverse novità.
Basti pensare che molti di quei personaggi che sono diventati ormai iconici dell’immaginario collettivo, al momento della loro nascita furono un azzardo: Dylan Dog, anticipato qualche anno prima da Martin Mystère, fu ad esempio un deciso punto di svolta per la casa editrice che aveva cambiato il proprio nome diverse volte nel corso della sua storia editoriale.

Ken ParkerMa la sua storia editoriale, fin dalle sue precedenti incarnazioni, è ricca di esperimenti che hanno lasciato il segno, da serie particolari e affascinante come il Ken Parker di Berardi e Milazzo alla mai sufficientemente compianta “Un uomo un’avventura”, in cui alcuni delle migliori star a fumetti degli anni ’70 e ’80, da Hugo Pratt a Sergio Toppi, passando per Bonvi e Dino Battaglia, solo per citarne qualcuno, si sono cimentati in racconti d’avventura legati a particolari eventi storici. Per non dimenticare opere antologiche e spiazzanti come il bizzarro Zona X o la breve ma meravigliosa I Grandi Comici del fumetto, quattro albi che, oltre ai personaggi di Coccobill (con l’ultima storia realizzata da Jacovitti per il suo personaggio) e Pedrito il Drito, ci ha regalato l’inedita accoppiata BonviCavazzano in un tripudio di science fiction e humor.

Ultimi esperimenti in ordine di arrivo sono le miniserie, ovvero storie e personaggi che, a differenza dei personaggi storici della casa editrice, prevedono una storia compiuta in un numero finito di albi. Brad Baron, Caravan, Demian, Volto Nascosto, etc., “I romanzi a fumetti Bonelli”, vere e propri romanzi grafici autonomi tra loro e la collana “Le Storie”, che in qualche modo richiama l’idea di una versione aggiornata e moderna de “Un uomo un’avventura”, proponendo ambientazioni diverse e componenti e riferimenti storici. Ma la casa editrice non ha certo intenzione di tenere a frena la sua indole di sperimentatrice e imminenti nuovi progetti sono alle porte.

DragoneroSignificativo ed emblematico all’interno della linea di sperimentazione di Sergio Bonelli Editore è l’autore Luca Enoch, il primo a confrontarsi con un progetto di miniserie nella Bonelli moderna, oltre che l’unico autore della casa editrice ad avere gestito in completa autonomia e come autore completo, quindi sia per i testi che per i disegni, due intere miniserie: Gea e Lilith.

Abbiamo avuto il piacere di poterlo intervistare sul suo percorso e sul nuovo progetto bonelliano in cui è coinvolto, la serie fantasy Dragonero, al Torino Comics edizione 2013.

Ecco quello che ci ha raccontato.

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