Corri o muori (Ride or Die) + Parole Serie: Watch In Progress | 16×49

La recensione di Corri o muori (Ride or Die), la commedia d’azione Prime Video con Octavia Spencer e Hannah Waddingham. In coda, la rubrica Parole Serie sulla genesi del termine “Watch In Progress”.

Un’amica che ti mente da venticinque anni e per lavoro elimina bersagli su commissione: Debbie è un’avvocata americana a Londra, Judith la sua migliore amica di sempre, ufficialmente commercialista forense, in realtà sicaria dell’Agenzia con nome in codice Whiptail. Quando la copertura salta, le due si ritrovano in fuga attraverso l’Europa con sicari, mafia albanese e Interpol alle calcagna. Otto episodi usciti tutti insieme, sulla scia di True Lies e Mr. & Mrs. Smith: la storia più raccontata del genere action, che qui prova a funzionare un’altra volta.

Matteo smonta la serie pezzo per pezzo: la regia di Peyton Reed (la trilogia di Ant-Man) che dirige i primi due episodi e poi passa il testimone a tre registe, la colonna sonora di Isabella Summers dei Florence + the Machine, e soprattutto la scrittura della creatrice Tessa Coates, comica e podcaster britannica al suo esordio seriale, che ha pensato la serie come se fosse un film di Jason Bourne, con lo showrunner Matt Miller (Chuck, Lethal Weapon) a garantire il mestiere. La vera scommessa sono le protagoniste: due attrici ultracinquantenni che nessuno assocerebbe all’azione, con Waddingham così convincente da spingere il sito AV Club a proporla come James Bond. E poi il tema che tiene insieme tutto: l’amicizia in tutte le sue forme, un discorso che ci aveva già toccato con DTF nella puntata 16×35.

Quanto vale Ride or Die sulla nostra Scala Tecnica? Nella Densità Narrativa succede una cosa rara, vista finora solo con La Sottile Linea della Vendetta nella 16×47. E quanto sale la Scala della Scimmia quando il codice del genere si conosce a memoria? Nei giudizi finali anche il Consiglio per la Fruizione perfetto per l’estate, la Rosa con le domande che la serie lascia sul tavolo e un consiglio di sopravvivenza da mettere in pratica a fine visione.

Chiude Miki con Parole Serie, lo Zibaldone di Sono Cose Serie: la genesi del termine “Watch In Progress”, dal primo uso documentato nella puntata 14×16 su Scott Pilgrim.

E ricordate: chi non ruba 25 milioni di sterline alla mafia albanese e non ci ascolta è un birimbino!


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