Appendice: U.R.S.T. e Tantra

Tecniche Seriali - AppendiciSì all’U.R.S.T.!
Sì Sì Sì e tutta la vita Sì!!!!

X-Files, sì! Bones, sì! Castle, sì!

Come sarebbe bella anche la nostra, di vita, se ci fosse l’URST.
Trovarsi a convivere forzatamente perché si lavora insieme, fare cose, odiarsi un po’, litigare, poi uno sguardo, che capisci ma non vuoi capire, che senti ma non vuoi sentire, una piccola gelosia, lui che si mette con un’altra e tu con un altro, le vite che si allontanano, ma poi ecco un’avventura, la vita che ti mette con le spalle al muro, lui che ti protegge, i poliziotti che quando sei salva ti mettono addosso la coperta, lui che ti abbraccia, e tutto questo senza avere ancora manco limonato!
Gesuuuuuuuuuuuuuuuu!
Che FICOOOOOOO!
Pessoa una volta ha detto: “sono i dintorni dell’amore che valgono la pena“.
A Pesso’, ma quali dintorni e dintorni, nella vita reale di oggi ci si conosce, si esce e si tromba. Se va bene bene, tutto comincia, cominciando già ad essere scontato. Se va male pace.

Eh già… perché l’URST è veramente dura da mantenere.
Sia quando si vive che quando si scrive.
Io quando scrivo non riesco a farla durare più di due pagine.
E nella vita ancora meno.
L’URST è rimandare l’orgasmo delle emozioni.
Ed è difficile nelle emozioni come nel sesso.
Ma è un arte che se s’impara rende la vita (e quello che scrivi) una vera goduria!

In una serie tv la fine dell’URST dovrebbe essere la fine di tutto.
Oltre non c’è più niente. Oltre sticazzi.
C’è il calo di ascolti? Ti credo!
L’URST è una roba sessuale e funziona come il sesso.
Senza eccezioni.
Non si scherza.
Bisogna stare attenti.
Uno dopo che viene si fuma una sigaretta non è che si rimette subito lì.
E’ inevitabile, scientifico, fisiologico.
Per le serie tv è uguale.
Se la tensione si rompe la serie deve finire perché tanto è finita comunque.
Ma sei così bravo da riuscire a tenerla fino alla fine?
Riesci a dilatare tutto il dilatabile e anche l’indilatabile?
L’URST è una lotta con se stessi.
Se solo fossimo Orientali.

[box title=”Chiara Cusani” color=”#333333″]
Chiara CusaniÈ diplomata alla scuola Holden, nel Master di due anni in tecniche della narrazione, con specializzazione in Sceneggiatura sotto il tutoraggio di Marco Ponti. Ha lavorato come sceneggiatrice e story editor. Qui a Torino con il regista Pietro Balla. A Roma con Diego Cugia e Marco Bonini. O per case di produzione come la Kubla Khan. Ha insegnato sceneggiatura nei licei per conto della scuola Holden. Insegna tuttora sceneggiatura con il corso “Screenplaying“. Ha lavorato sul set di Santa Maradona. Ha lavorato come operatrice per la Deagostini e per la scuola Holden. Ha ideato e scritto con Giorgia Goldini The dark in the noir – l’alternativa teatrale alle serie tv. Ha fatto l’investigatrice privata, che non c’entra niente ma fa sempre scena.

Noi si SCS l’abbiamo intervistata, nell’ultima puntata della seconda stagione radiofonica.[/box]

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