Misfits of Science

Misfits of ScienceErano gli anni ’80, un periodo di meraviglie e in cui le serie televisive avevano un enorme riscontro di pubblico, nonostante non esistesse ancora il digitale. Era un periodo in cui la maggior parte di queste (diciamo un buon 70% abbondante) erano serie giallo/investigative, qualunque fosse il loro genere di appartenenza. Potevano far ridere, piangere, raccontare di macchine senzienti, di ex militari con un furgoncino, di tizi sbrilluccicanti creati dal computer anche senza essere vampiri,  ma alla fine, di puntata in puntata, non facevano altro che smascherare e incastrare il cattivo di turno, con buona pace di Scooby Doo. Poteva succedere anche se possedevi dei superpoteri ed eri un po’ disadattato. Sì, avete capito bene, gli anni ’80 e stiamo parlando di Misfits, ma non di quello a cui state pensando voi. Howard Overman, autore della serie a cui state pensando voi, quella splendida bizzarria inglese nata nel 2009, ha dichiarato in qualche intervista di essersi ispirato per la sua creazione proprio a questo Misfits. Non si tratta di un remake o un reboot, ma quantomeno una suggestione è garantita.

Misfits CastIl titolo completo è Misfits of Science (Misfits sta per “disadattati”), il creatore è James D. Parriott, scrittore, regista e produttore, qualche volta in uno solo dei ruoli, a volte in tutti e tre, per robetta come L’uomo da sei milioni di dollari, La donna bionica, L’incredibile Hulk, ma anche Grey’s Anatomy e Ugly Betty, per citarne una manciata.
L’anno di produzione è il 1985. La serie dura un’unica stagione, per un totale di 16 episodi (già, anche allora ne cancellavano parecchie di serie, anche di buone), e in Italia è passata su qualche rete locale. Non sono in tanti a ricordarsela, ma di solito chi lo fa mostra una punta di affetto negli occhi. All’epoca i supereroi in televisione non erano ancora così sdoganati. Esistevano i canonici: Batman, Wonder Woman, diverse prove con Superman, Hulk. Al di fuori dei personaggi iconici e del mondo dei fumetti gli esempi però erano pochissimi (e se proprio volete saperlo, sì, anche loro quasi sempre si riducevano a dei gialli).

Misfits of Science racconta di un gruppo di ragazzi, un po’ disadattati, dotati di poteri speciali che vengono riuniti da un giovane ricercatore scientifico per… d’accordo, per combattere il crimine, ragazzi erano gli anni ’80!

Courteney Cox Il giovane ricercatore è il Dr. Billy Hayes, una via di mezzo tra Mahoney di Scuola di Polizia e il  Dr. Venkman di Ghostbuster, interpretato da Dean Paul Martin Jr. ovvero il figlio di Dean Martin, quello che faceva coppia spesso con Jerry Lewis. Ad affiancarlo il collega Dr. Elvin “El” Lincoln, che, afflitto da diversi complessi sulla propria altezza, ha fatto esperimenti su se stesso sviluppando la capacità di diventare minuscolo per 15 minuti, stazza Big Jim di norma,  toccandosi la nuca. I suoi complessi sono comprensibili, visto che è interpretato da Kevin Peter Hall considerato, con i suoi 220 cm, l’attore più alto ad Hollywood, caratteristica che lo ha reso perfetto per interpretare ruoli come Predator (nel film originale e nel suo primo sequel), mostri vari in diversi film e telefilm come Star Trek: The Next Generation e il Bigfoot, nel film commedia Bigfoot e i suoi amici, che generò una serie tv. Mark Thomas Miller è John ‘Johnny B.’ Bukowski, ex rocker e tra i personaggi che si è ritagliato lo spazio migliore nel cuore dei fan: durante un concerto è stato colpito da un fulmine sulla chitarra elettrica e ora sprigiona fulmini dalle mani, corre a velocità ultrasonica e può immagazzinare energia elettrica. Se esagera nell’accumulo gli occhi iniziano a fare scintille, da cui l’abuso degli occhiali da sole. L’ultimo membro del gruppo dotata di poteri è Gloria Dinallo, giovane ragazza in libertà vigilata e dotata di poteri telecinetici. Era molto interessante l’idea registica con cui si rappresentava l’effetto dei suoi poteri, con lampi in negativo ed effetti sonori ad hoc: rozzo ma efficace. A interpretarla una giovanissima Courteney Cox (leggi il box di approfondimento), ancora lontana dai fasti di Friends. A corredo, tra gli altri personaggi Dick Stetmeyer, direttore dell’Humanidyne Institute, il centro di ricerca sulle anomalie umane, il classico papà che vuol fare il duro ma ha il cuore di burro, interpretato da Max Wright, caratterista che qualcuno ricorderà soprattutto per un ruolo molto simile quando faceva il papà nella famiglia che ospita l’alieno Alf, nell’omonima serie, e Jane Miller, che si occupa della custodia e della sorveglianza di Gloria, interpretata da Jennifer Holmes, abitué della tv.

[box title=”Courteney Cox” color=”#333333″]Courtney CoxSicuramente il ruolo per cui è più facilmente ricordata è quello di Monica Geller, che ha interpretato nelle scoppiettanti 10 stagioni di Friends, ma il suo è un volto noto e legato alla serialità da parecchio tempo. Esordisce al cinema, nell’87 a 23 anni, in un incespicante film tratto da una serie animata di grande successo: I Dominatori dell’Universo, ispirato a He-man and the Master of the Universe, e sembra proprio che il destino la leghi alla serialità. Interpreta subito dopo il film fantascientifico Cocoon (che, guarda un po’ diventa una serie avendo un sequel) e diversi film. Due di questi ancora una volta sono vere e proprie serie: Ace Ventura: l’acchiappanimali dove, come in Cocoon, partecipa solo alla prima pellicola e la serie orrorifica di Wes Craven Scream (di questa serie filmica ne abbiamo parlato anche noi, qui), che interpreta per tutti e 4 i capitoli e dove conosce David Arquette, da cui si è recentemente separata, anche se rimangono in buoni rapporti. Quanto alla tv, dopo una soap opera e Misfits of Science, partecipa a diversi serial occasionalmente, come Casa Keaton e La signora in giallo, fino ai ruoli da protagonista in Friends, Dirt, Cougar Town, oltre che ad un brillante cameo nella sitcom Scrubs, dove, per alcuni episodi, sostituisce alla guida del “Sacro Cuore” il dottor Kelso, andato in pensione.

Nel 2009 ha ricevuto un Golden Globe per la sitcom Cougar Town e ha anche fondato una compagnia di produzione televisiva con il marito, la Coquette Productions.

Le serie sembrano un punto fondamentale della sua carriera, e noi non possiamo che essere contenti di continuare a frequentare il volto che ormai somiglia tanto a quello di un’amica.[/box]

Dopo un pilot in cui si vedeva un altro personaggio dotato della capacità di congelare che non tornerà nel resto della serie, la serie Misfits of Science procede in perfetto stile anni ’80, senza discostarsi troppo da molte altre serie, ma offrendo comunque un prodotto gradevole e piacevole sotto molti aspetti e che forse avrebbe meritato qualche occasione in più. In fondo, come abbiamo già sottolineato, molti aspetti di questa serie hanno lasciato traccia in diversi cuori, al punto da germogliare da qualche parte, anche se in maniera molto diversa. Vorrà pur dire qualche cosa, no?

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