Biblicamente seriale

spv_biblicamente_serialeIn occasione del gesto di Papa Benedetto XVI, che ha deciso di concludere la sua stagione da showrunner sul soglio di Pietro prima del previsto, ci siamo trovati a considerare come uno dei più antichi e diffusi libri del mondo contenga in sé un consistente numero di elementi canonici della serialità e diverse delle sue tecniche più importanti, probabilmente attestandosi in alcuni casi come la prima ad utilizzarle.

Che parlando della Bibbia stiamo parlando di una serie è piuttosto chiaro. Abbiamo un unico protagonista che si dipana per l’intera storia e che tira le fila, Dio. Un personaggio che rientra nella tradizione degli Unseen Character che fanno da trait d’union e da pretesto sia per gli episodi stand-alone che per le trame trasversali di stagione. Insomma, il protagonista della bibbia è paragonabile a tutti gli effetti a personaggi come il famoso Charlie dell’omonimo Charlie’s Angels.

Per quanto riguarda la determinazione delle diverse stagioni ci sono diverse scuole di pensiero, anche se la condizione più plausibile è quella di due macro-season: il Vecchio Testamento e il Nuovo Testamento. Questa convenzione trova ragion d’essere quando si riconosce un drastico cambiamento nel cast e un deciso cambio di rotta ed evoluzione nell’approccio. Un tentativo di rilanciare i personaggi per cercare di bissare il successo della prima stagione ma aggiornandolo ai gusti del nuovo pubblico.

Durer_Adam_and_EveTutto inizia con un crossover tra religione ebraica, religione cristiana e in piccola parte l’islam, cuore fondamentale della prima stagione. La sottotrama che la percorre per intero vede il popolo eletto, gli ebrei, vagare alla ricerca della propria terra promessa dopo essere stati scacciati dal paradiso terrestre attraversando numerose avversità. Principali nemici di stagione sono gli Egiziani e i Filistei, ma non mancano nemici e mostri per arricchire i singoli episodi. È una storia corale, familiare, dove si avvicendano diversi protagonisti. Tutti di medesima discendenza, la serie mescola temi da soap-opera con elementi storici e horrorifici. Questi ultimi verranno quasi completamente abbandonati nella nuova stagione.
Immancabile l’uso dell’U.R.S.T., che diventa chiave di volta per la seconda stagione, quando questo coinvolge direttamente il protagonista assoluto, il nostro famoso unseen character.

Due sono gli UnResolved Sexual Tension chiave per la seconda stagione, entrambi legati ad un personaggio di nome Maria. Il primo, che coinvolge il nostro  protagonista assoluto, è quello che da vita a Gesù Cristo, perno fondamentale della seconda stagione che, pur mantenendo la struttura corale, perde l’elemento di epopea familiare e si permette di approfondire anche parte della storia, introducendo nuove motivazioni per il nostro vero protagonista, il padre di Gesù. Il secondo urst coinvolge direttamente Cristo e la discepola Maria Maddalena.
Caravaggio_-_Taking_of_Christ_-_OdessaLa seconda stagione, soprattutto nella forma dei Vangeli, segue una tecnica sempre più diffusa, quella del sequelreboot: la storia viene radicalmente aggiornata e modificata, senza però cancellare i precedenti capitoli ma alterandola in fieri con i nuovi. È ormai una tecnica piuttosto diffusa nella serialità (soprattutto spesso in quella cinematografica) ed ha dimostrato abbondantemente come venga accettata dal pubblico, senza che le incongruenze generino fastidio o mettano a rischio l’apprezzamento da parte dei fan. Con i Vangeli si sviluppa anche il fenomeno delle fan fiction, che vede la nascita di numerosi vangeli apocrifi. Non manca l’uso del cliffhanger e del colpo di scena: momento chiave il giardino dei Getsemani, con il twist del tradimento di Giuda, membro del team degli apostoli, compagni giurati di Gesù.
Va notato, in questa seconda stagione, anche un ribaltamento di notevole portata: i protagonisti della prima stagione, gli Ebrei, diventano a tutti gli effetti i cattivi di questa seconda stagione, affiancando i Romani, antagonisti di secondo piano almeno inizialmente ma pronti a ribaltare il proprio ruolo almeno un paio di volte.

La serie si conclude utilizzando una tecnica nuova, utilizzata ad esempio con grande profitto per rilanciare un impasse nella serie di successo Lost e che da il titolo ad un’altra, quella del Flashforward.
Il flashforward riempie tutta l’ultima parte, l’Apocalisse, grazie ad un colpo di scena inaspettato che fa tornare tutta la tonalità horror della prima stagione, alzandone il livello e lasciando aperto qualche elemento per un possibile sequel.

Come ogni serie di successo che si rispetti, non mancano le derive d’ogni genere con lo scopo di sfruttare al massimo il franchise.
Non mancano innumerevoli spin-off, come le vite dei Santi (ognuno ha i suoi preferiti), l’utilizzo dei personaggi, diventati ormai iconici, da diversi romanzieri e un merchandise senza precedenti.
Si va dalle carte da collezione, ai gioielli (su tutti, declinata in ogni modo, la croce, che attesta il grande successo del personaggio di Gesù e della seconda stagione), per non parlare dei parchi a tema che richiamano ogni anno milioni di fan, mentre artisti, scultori e illustratori di ogni epoca continuano a realizzare le loro interpretazioni di personaggi e momenti clou di entrambe le stagioni, esattamente come succede per alcune famose serie cinematografiche.

Papal Securities from Filippo Cube on Vimeo.

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