Recensione de I Guardiani della Galassia

spv-guardianiPer una volta, l’espressione “cronaca di un successo annunciato”, assume contorni granitici. Per questioni distributive, il grande successo Marvel dell’Estate 2014, Guardians of The Galaxy, è arrivato da noi con uno scarto di più di tre mesi: se negli U.S.A. è il periodo di punta, Luglio e Agosto sono per l’Italia un periodo di magra.

Questo ha significato arrivare all’uscita della pellicola, nelle nostre sale, con la consapevolezza dei grandi consensi esteri e un numero spropositato di recensioni da parte di chi lo ha visto in anteprima (altrove o illegalmente che sia). La prima cosa che possiamo dire in merito è: avevano ragione tutti!

La pellicola diretta dal poco noto James Gunn, che ne è anche autore a quattro mani con Nicole Pearlman è, sopra ogni altra cosa, un film piacevole e divertente come non se ne gustavano da tempo. È bello come Avengers, fa solo ridere di più. È avventura, spasso puro, piacevole e coerente. Gunn arriva dall’indipendente e splatter trash Troma, per cui tra le altre cose ha scritto e co-diretto il piccolo cult Tromeo and Juliet per poi passare a due pellicole come lo spassoso fantahorror Slither e l’irriverente Super.

Se c’era bisogno di una conferma, con Guardiani della Galassia ha dimostrato ampiamente di saper gestire l’ironia con polso da sit-com. Di quelle di alto livello. Quindi aspettatevi strizzatine d’occhio metanarrative di genere e citazioni presenti, anche se non invasive e mai forzate.
Il cast colleziona una serie di nomi, soprattutto nei ruoli meno importanti, da urlo: Chris Pratt, Zoë Saldaña, Dave Bautista, Vin Diesel (voce di Groot), Bradley Cooper (voce di Rockett), Lee Pace, Michael Rooker, Karen Gillan (per chi avesse vissuto su Marte: Amy Pond!), Djimon Hounsou, John C. Reilly, Glenn Close e Benicio del Toro.

Gli effetti speciali sono superlativi eppure non riescono a togliere attenzione e importanza alla vera forza del film: i personaggi. I Guardiani della Galassia si amano. Tutti. Va bene, Rocket e Groot sono i due personaggi che spiccano e che per certi versi fanno la differenza. Ma giochiamo di una misura. Il concetto è che, alla fine del film, hai ancora voglia di passare del tempo con questo gruppo di pazzi squinternati.

Guardians of Galaxy 1Rispetto al fumetto, non tra quelli più mainstream di Marvel Comics ma comunque una serie che ha sempre saputo crearsi il proprio spazio nel cuore dai fan fin dalla sua precedente incarnazione, la trasposizione risulta ottima. Parliamo di un bel po’ di differenze, di numerose licenze e di una totale estrapolazione dalla continuity fumettistica, eppure l’essenza, il sapore dei Guardiani è tutto lì che si agita sullo schermo per il vostro sollazzo.

Per concludere un film consigliatissimo, che è già profuma di cult a partire dalla sua ricercatissima quanto originale colonna sonora…

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Un pensiero su “Recensione de I Guardiani della Galassia

  1. […] Tra questi, sicuramente Sara Pichelli è uno dei talenti più validi e che più hanno fatto rumore negli ultimi anni, al punto che uno degli sceneggiatori di punta di casa Marvel, Brian Michael Bendis, la coinvolge spesso in molte delle serie che cura, partendo da Ultimate Spiderman, fino alla più recente incarnazione dei Guardiani della Galassia. […]

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