Le dita che stringono uno stilo e scorrono, tracciando linee, segni, lasciando tracce di colore che si traducono non solo in immagini, ma in espressioni, momenti, emozioni. Storie. È l’atto del disegno per il fumetto. Che si realizzi stringendo una matita, un pennino, un pennello o lo stilo di una tavoletta grafica, disegnare è l’espressione di un bisogno strettamente umano di mostrare, rappresentare e raccontare quello che abbiamo dentro, tanto antico che quando ancora l’uomo non aveva inventato una lingua, già tracciava segni e lasciava immagini con quello che gli capitava dove gli capitava, usando sassi, sangue, frutti e pareti di roccia. Disegnare è un’operazione che richiede tempo, strumenti e, soprattutto a certi livelli, dedizione. Tanto che, come per tante altre forme d’arte e creatività, può rappresentare una vera e propria ossessione.
Da appassionati di fumetti la fascinazione per l’immagine, per chi le crea e per l’atto stesso di realizzarle è pari, a volte persino superiore, a quella della lettura di quelle storie. Da amanti della nona arte ci siamo trovati a chiederci sempre di più cosa significhi oggi il gesto del disegno. Cosa vuol dire trascorrere tempo, energie, ricerca e le proprie dita per creare delle immagini che raccontano storie nell’era della performance, del CTRL-Z e dell’AI? Ce lo siamo chiesti con un paio di altri gruppi di appassionati ed esperti del fumetto, Lo Spazio Bianco e Audaci e alla fine, per evitare di finire in quella puntata di Bojack Horseman in cui un gruppo di uomini bianchi con il papillon si trova a discutere del corpo delle donne e della scelta di abortire, abbiamo pensato che forse aveva senso lasciare che a spiegarcelo fossero proprio quelli che il disegno lo vivono, come bisogno tanto quanto come professione.
Ne abbiamo raggiunti sei, sei autori che rappresentassero sei stili, sei approcci e sei modi differenti di intendere il fumetto, toccando produzioni autoriali, underground, mainstream e mercati diversi come quello italiano, americano e giapponese. Il risultato è diventato un podcast, Storie Di Segni: sei episodi in cui ognuno di loro si racconta attraverso il suo rapporto con il disegno: gli strumenti, le abitudini, gli errori, i metodi di lavoro.
Questo il programma delle uscite:
- Manuele Fior – 18 settembre 2026
- Elena Casagrande – 25 settembre 2026
- Andrea Bruno – 2 ottobre 2026
- Bianca Bagnarelli – 9 ottobre 2026
- Alberto Lavoradori – 16 ottobre 2026
- Massimo Dall’Oglio – 23 ottobre 2026
Se anche voi siete appassionati delle storie disegnate, dell’immagine o avete una forma di fascinazione per la creatività o siete soltanto curiosi di capire chi sono e perché queste strane bestie si ostinino a fare fatica quando un prompt potrebbe lavorare al posto loro, potrebbe essere un ascolto che fa per voi: Storie di Segni lo trovate sulla vostra piattaforma podcast preferita, con la copertina originale disegnata appositamente da Matteo Galasso. Se invece volete approfondire il mondo del fumetto, oltre a continuare a seguirci, potete andare a scoprire le realtà di Audaci e Lo Spazio Bianco, tra interviste, recensioni, approfondimenti e news sul mondo della nona arte.







