Saldapress – Gli Zombie si leggono in italiano

Andrea CiccarelliSiamo giunti alla fine di questa lunga cavalcata dedicata a The Walking Dead nella quale vi abbiamo parlato del fumetto, della serie tv e intervistato Christian Iansante, voce italiana di Rick Grimes nel telefilm prodotto da AMC. Ultimo ma non ultimo per importanza abbiamo raggiunto Andrea G. Ciccarelli, direttore esecutivo di Saldapress, casa editrice responsabile dell’edizione italiana dell’opera di Kirkman & Co.

Sono Cose Serie: Saldapress, piccola realtà, pochissimi titoli, soprattutto agli esordi, molto diversi tra loro (il manga dell’uomo tigre, alcune produzioni italiane. comic strips). Quando lo avete scelto era bel lungi dall’essere il fenomeno attuale, per cui: perché The Walking Dead?

The Walking Dead #11- pag058Andrea G. Ciccarelli: La ragione principale è una sola, la stessa che credo accomuni tutti i fan della serie: ho letto il fumetto e mi è piaciuto. Mi piacevano le storie di zombie, tutto il filone inaugurato da George Romero alla fine degli anni ’60, ma in realtà i protagonisti della serie ideata da Robert Kirkman non sono i non-morti. I veri protagonisti sono gli esseri umani: è il racconto potenzialmente infinito del modo in cui un gruppo di sopravvissuti affronta una minaccia radicale, dei rapporti che si creano, delle loro reazioni umane. Insomma, ho pensato fosse un prodotto che mancava nel panorama del fumetto italiano. Aveva tutte le caratteristiche dell’avventura seriale unita a un grande approfondimento psicologico. Conoscevo già Kirkman per the Invincibile e mi pareva uno degli autori più interessanti in circolazione: con The Walking Dead mi ha letteralmente steso.

SCS: Che cosa significa per una piccola realtà come la vostra lavorare su un prodotto seriale ancora in corso? Che tipo di difficoltà avete incontrato?

AGC: Non parlerei di difficoltà. In realtà è stata una grande opportunità: siamo cresciuti parallelamente a The Walking Dead e questo ha significato lavorare a stretto contatto con il gruppo di Kirkman che ci ha sempre sostenuto nelle scelte e nei passaggi editoriali più delicati. Robert Kirkman, poi, è un tipo simpatico, molto concreto, che ci ha aiutato fin dall’inizio. Ad esempio è stato divertente spiegare agli americani le differenze di formato tra il loro spillato mensile di The Walking Dead e la nostra versione da edicola, tarata sul formato Bonelli. Erano molto curiosi di capire questa realtà fumettistica da edicola così diversa dalla loro che, alla fine, scoprivano che faceva numeri fuori scala rispetto a quelli della media editoriale italiana (e pure rispetto a quella americana, direi).
Comunque, è molto affascinante lavorare su un oggetto cross-mediale come The Walking Dead, caratteristica questa che, oltre alla serie a fumetti, ci ha anche permesso di pubblicare un volume come The Walking Dead Chronicles, in cui si analizzano analogie e differenze tra le versione a fumetti e quella televisiva.

SCS: Vi aspettavate il successo che ha avuto?

AGC: Ci ha stupito, come credo abbia stupito Kirkman. La cosa che ci ha colpito di più, e forse anche fatto più piacere, è che il successo è cresciuto col passaparola e che l’incremento dovuto alla serie tv è venuto comunque sull’onda di quello autonomo del fumetto. Ad esempio TWD ha un largo pubblico femminile, cosa che di solito coi fumetti non succede, e di certo non con i fumetti zombie. Forse dipende anche dal fatto che TWD è una serie molto sfaccettata, in cui i sentimenti hanno una parte rilevante. Come dice spesso Kirkman, in fondo è una specie di soap.The Walking Dead Deluxe

SCS: Il riscontro è stato tale che avete varato “Z”, un’intera collana dedicata agli zombie: puoi raccontarci qualcosa di quello che avete pubblicato e se ci sono progetti per il futuro?

AGC: L’idea era quella che con il tema zombie si potesse anche parlare d’altro, un po’ come accade con The Walking Dead, ma allargando lo spettro dei temi e delle tonalità, per così dire. Mi spiego: dentro ZETA ci sono fumetti come Raise the Dead – che è una storia classica, in puro stile Romero – altre come Gli zombie che divorarono il mondo – una magnifica commedia grottesca e politicamente scorretta – o altri ancora come The Dead disegnato da Simon Bisley, che uscirà a breve. I non-morti possono essere lo specchio o l’innesco di molte situazioni paradossali, inquietanti, commoventi: sono ottimi motori narrativi. E fanno paura: sono perfetti.

SCS: Cosa ne pensi della serie televisiva?

AGC: La trovo molto divertente. Mi piace come la serie TV gioca con la struttura della versione a fumetti. Le variazioni, i personaggi nuovi, tutte le differenze riescono, da una parte, a tenere attaccati alla serie tv anche i lettori del fumetto e, dall’altra, a sottolineare contemporaneamente una continuità e una differenza tra la serie a fumetti e quella televisiva. Credo che in questo Kirkman – che è anche produttore esecutivo e sceneggiatore della serie TV – abbia fatto una scelta molto intelligente e, secondo me, riuscita.

SCS: Dicci qualcosa dei volumi “fuoriserie” dedicati al mondo di Walking Dead che avete in uscita

AGC: Sono in arrivo due volumi molto diversi: TWD Chronicles – dal fumetto alla serie tv e uno speciale intitolato La storia di Michonne. Il primo, come dicevo, è un volume in cui si analizzano le differenze tra la prima stagione della serie tv e la serie a fumetti. Ma non solo: nel libro Robert Kirkman, Frank Darabont, Greg Nicotero, gli attori e molti altri raccontano un sacco di dettagli sulla lavorazione delle varie puntate, sulla lunga gestazione della versione televisiva e un sacco di curiosità su effetti speciali, location e molto altro. Il secondo è uno spillato di 32 pagine che, come dice il titolo, è tutto dedicato al personaggio di Michonne. Ad esempio, racconta l’origine dei due zombie che porta incatenati quando si presenta per la prima volta.

SCS: La serie a fumetti è ormai alla sua conclusione in America: vuoi farci un bilancio di questa avventura?

The Walking Dead #1AGC: La serie, lungi dall’essere alla sua conclusione, negli USA ha appena tagliato la soglia del numero 100 e ha raggiunto la prima posizione nella classifica di vendita di Preview, il maggior catalogo americano dedicato al fumetto: un risultato storico per un fumetto che non sia DC o Marvel. Kirkman ha sempre dichiarato che vorrebbe portare avanti ancora per molto la serie. D’altronde, nelle sue intenzioni, l’avventura potrebbe non avere fine. E sono molto curioso di vedere come se la caverà, perché più passa il tempo, più gli zombie diventano solo una forza della natura, una specie di calamità, come un terremoto o un’alluvione. È un aspetto interessante della vicenda, che apre scenari imprevedibili.

SCS: Parlaci di saldaPress e del Gruppo Saldatori: com’è nata, come va la sua vita editoriale e soprattutto cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?

AGC: La nostra casa editrice è nata nel 2001, come divisione editoriale di Gruppo Saldatori, lo studio di grafica e comunicazione che abbiamo fondato nel 1997. Da subito abbiamo iniziato a pubblicare fumetti su licenza di varie case editrici estere, affiancandoli alla riscoperta e alla produzione di alcune grandi opere di autori italiani. Ad esempio la “rimasterizzazione” di Leo Pulp, disegnato da Massimo Bonfatti, che per anni ha disegnato Cattivik, e Oudeis di Carmine di Giandomenico. Ultimamente abbiamo avviato una stretta collaborazione con Skybound, l’etichetta fondata da Kirkman nel 2011 all’interno di Image Comics. A breve pubblicheremo ad esempio Witch Doctor, una nuova serie, e annunceremo una importante novità. Molto importante. Per ora siamo davvero contenti e soddisfatti delle vendite e del successo dei titoli che pubblichiamo e sicuramente il prossimo anno porterà con sé degli importanti cambiamenti che coinvolgeranno la nostra casa editrice.

[box title=”The Walking Dead alla conquista del mondo” color=”#333333″]
Non sappiamo se il 2012 sarà davvero l’anno della fine del mondo, ma di certo è quello degli zombie, autorevoli rappresentanti di una possibile e immaginifica apocalisse che affascina milioni di persone in tutti i continenti. The Walking Dead, la serie televisiva prodotta dal network AMC e distribuita nel nostro paese da FOX Italia, ha raggiunto non a caso un nuovo, straordinario risultato. La prima puntata della terza stagione è stata vista negli USA da 11 milioni di telespettatori, stabilendo il nuovo record d’ascolti per un network via cavo. Si tratta di un numero ancora più impressionante, se si tiene conto del fatto che non si tratta della puntata di esordio assoluta, ma della premiere della terza stagione. In Italia i dati d’ascolto hanno fatto registrare 220mila spettatori, un risultato importante per il canale FOX di SKY e per la creatura partorita dell’americano Robert Kirkman, autore della serie a fumetti pubblicata in Italia da saldaPress.

La casa editrice di Reggio Emilia, che sarà presente a Lucca Comics & Games dall’1 a 4 novembre 2012, ha iniziato la pubblicazione della saga di Kirkman nel 2004 e oggi conta, oltre ai 13 volumi della serie regolare, numerosi prodotti editoriali paralleli, già presenti in catalogo o in uscita. La novità maggiore è la versione da edicola, in formato Tex e Dylan Dog, di The Walking Dead, la cui prima uscita è prevista per la metà di novembre 2012. Il prezzo accessibile, 2.90 euro ad albo, e la riproposta di alcune delle copertine originali di Tony Moore e Charly Adlard, oltre ai contenuti speciali, rendono unica questa nuova veste. saldaPress presenterà al pubblico di Lucca Comics & Games anche “The Walking Dead Chronicles – dal fumetto alla serie tv” (un volume dedicato al rapporto tra la serie tv e quella a fumetti), “La storia di Michonne” (un albo sulle origine della più combattiva donna della saga) e i primi otto volumi raccolti in un “Compendium” di oltre 1000 imperdibili pagine, tutti volumi disponibili anche in libreria, fumetteria e nelle librerie online. The Walking Dead, con milioni di telespettatori, conferma anche su carta la propria forza narrativa, con vendite molto alte nel panorama del fumetto italiano. D’altronde, buon sangue di zombie non mente.[/box]

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