Monster & Co. 2 – Mostruosamente Universitari

spv_monster-universityChe Pixar ci abbia abituato ad alti standard è ormai un dato di fatto. Qualitativamente, visivamente, uditivamente e cinematograficamente sono una garanzia. Rispetto a qualunque altro tipo di produzione animata americana, ci rendiamo conto di come il loro approccio sia prima al puro cinema: quello fatto bene come lo si faceva una volta, dove tutto è impeccabile e studiato perché funzioni anche oltre il solo senso narrativo. 

La cosa che invece si fa un po’ più fatica ad assorbire è che Pixar riesca a sorprendere ogni volta. Ogni santa volta che tu entri al cinema, lei riesce a metterti davanti agli occhi un elevato numero di cose che non ti aspetti. Qualcuno si sarebbe mai potuto aspettare una pellicola canonicamente Pixar, sempre giocata sui diversi livelli che fanno godere gli adulti tanto quanto i bambini (quelli nel sedile accanto o dentro il petto), che potesse anche rifarsi ai college movie che furoreggiavano tanto negli anni ’80? Pensate a La rivincita dei nerds, pensate ad un pizzico di Animal House e non ci andrete troppo lontano.

La locandina di Monster UniversityVe lo ripetiamo, qui giochiamo sempre in altissima categoria, per cui scordatevi il pecoreccio e godetevi la rivalsa degli ultimi in un mondo di confraternite, ricchi snob e patemi adolescenziali. Il film funziona così tanto da permettersi pure di smontare, dileggiare e ribaltare qualche cliché. Mica cotiche. Certo, l’atmosfera è molto diversa dalla prima pellicola, di cui questa rappresenta un prequel, ma questo è un altro punto di forza. Non riciclano, nemmeno per sbaglio: citano (e a gogò). Ma anche in questo caso attraverso chiavi ben lontane dallo scontato. Sorprese, sempre, anche quando credi che ti stiano offrendo quello che ti aspettavi.

Il cast americano, per quanto riguarda le voci, ripropone quello della prima pellicola, con un paio di guest star niente male: Helen Mirren è il rettore Abigail Tritamarmo, Alfred Molina è il professore Derek Knight mentre la nostra vecchia conoscenza Nathan Fillion è lo snob Johnny J. Worthington III. Per quanto riguarda l’adattamento italiano, oltre al dettaglio, non da poco, che vede tutte le scritte e le insegne tradotte in italiano (cioè integrate nel film e non sottotitolate), ci sono stati alcuni cambi ai vertici. Sappiamo tutti della triste scomparsa di Tonino Acolla, quindi c’era da aspettarsi nuove voci. Le new entry per Mike e Sullivan sono Sandro Acerbo e Saverio Indrio, mentre Luca Dal Fabbro sostituisce Daniele Formica su Randall Boggs, che non ci fanno certo rimpiangere il lavoro fatto dai colleghi, dodici anni or sono. Tra le altre voci segnaliamo un Marco Mete che ci regala sempre soddisfazioni e una Loretta Goggi che ritorna a doppiare, in una brevissima scena, un personaggio storico nel primo film. Quando esattamente, non ve lo diremo: siamo spoiler free

[box title=”E il cortometraggio?” color=”#333333″] The Blue UmbrellaNon potevamo dimenticarlo! Come da tradizione Pixar, prima del film abbiamo assistito alla proiezione del cortometraggio originale, intitolato The Blue Umbrella: un concentrato di poesia ed animazione computerizzata che valeva già interamente la spesa del biglietto. Pensate l’effetto che ci ha fatto scoprire successivamente che, le immagini di questo piccolo capolavoro, non erano integrazione di CGI su riprese dal vivo ma il prodotto di inediti algoritmi di programmazione, di resa della luce e di rendering, per un effetto fotorealistico strabiliante![/box]

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