Era un’estate faticosa. Ma poi è uscita Stranger Things…

A dirla tutta, è stata un’estate faticosa che è venuta dopo una stagione radiofonica faticosa. A fine giugno ci saremmo voluti fermare a rifiatare per sei mesi almeno. Ma poi succedono piccole cose.

Succede che di lì a poco esce Stranger Things.
Stranger Things è un serie ricca di ritmo, avventura e fantascienza ma immersa in un sapore nostalgico che è il gusto perfetto per accompagnare e celebrare una lunga fatica che necessita di ristoro fisico e mentale come la lunga avventura radiofonica scorsa. E così, pian piano, ci torna la voglia di macinare nuove idee.

E poi succede che Michelangelo scopre The Get Down.
Parliamo di una serie che esplora con un piglio quasi surreale e sempre iconico, la vita di personaggi in cerca di un riscatto che passa attraverso la voce di una cultura musicale. Una musica che è anche voce di un’umanità intera che cambia. E mentre Michelangelo me lo ritrovo a ballare braccia in sù davanti alle scene più dance, gli leggo in faccia che sta pensando al nuovo pacchetto sonoro di Sono Cose Serie.

E nel mentre, il buon Paolo incappa in The Night Manager.
Una serie tanto classica quanto moderna. Una narrazione dal passo cadenzato che però costruisce il ritmo attraverso le cesure tra un avvenimento e l’altro, nelle pause e nella tensione di quello che sai che accadrà anche se non lo vedrai. Un classico dello spionaggio, dove quello che si muove è la narrazione e non la telecamera. Non è quindi una sorpresa quando ritrovo Paolo a tirar giù su carta le nuove puntate di Sono Cose Serie, con la voglia di muovere di nuovo un racconto della serialità lungo un’altro anno.

E poi finisce che il nostro Fabrizio si siede a guardare Outcast.
Outcast è il figlio più giovane di Kirkman. Il creatore della saga che ha riportato gli zombie di moda, intavola una serie che esplora il male fuori e dentro l’uomo qualunque. Un male che a volte ospitiamo per scelta, per convenienza o anche solo per stanchezza. Un male che viene da fuori ma che forse è già dentro di noi. E così, il rapporto tra fuori e dentro le nostre anime, il terreno e l’extra-terreno convincono Fabrizio anche quest’anno, a tenerci d’occhio, a darci una mano, ad essere più dentro che fuori Sono Cose Serie come uno spirito buono che nessuno vuole esorcizzare.

Insomma, succedono cose dopo cose e si arriva ad oggi dove siamo tutti e quattro insieme davanti a Westworld. Una serie che promette da subito di spingere sull’acceleratore, di introdurre interessanti novità stilistiche e intelligenti riletture, di servirci colpi di scena di classe ma che sono comunque “schiaffazzi a due mani”. Così ci ritroviamo qui a ripartire con:

  • un sito tutto rinnovato;
  • un nuovo format radiofonico e un nuovo podcast, entrambi più vissuti sulle novità ma senza sacrificare il recupero storico e l’approfondimento tecnico;
  • una serie di eventi dal vivo tutti nuovi costruiti per giocare, scherzare e per incontrare chi serialmente ascolta i nostri 50 minuti settimanali o è semplicemente un serial-geek.

Mai come quest’anno Sono Cose Serie è figlia di quella metafora molto precisa del ritmo che la vita assume quando oscilla tra narrazione e realtà: la serialità. È forse uno dei motivi più ancestrali che ci fa amare i racconti a puntate, lo sapete no? Sì, lo sapete perchè siete dei serial-divoratori come noi. E noi non vediamo l’ora di condividere la nuova stagione di Sono Cose Serie con quella bizzarra, inconsueta e variopinta famiglia che siete voi, fedeli ascoltatori – i nostri “25 lettori” – compagni insostituibili di questa avventura.

…e se scrivo queste parole potete star sicuri che sono spontanee e che non temono di essere sincere. Perché, questa estate, a me è capitata una serie serenamente onesta: a me è successa Modern Family.

Ci vediamo Giovedì 7 alle 19 da MagicFun a Chieri e poi ogni Mercoledì alle 19.
In diretta come sempre su RadioOhm.it

…e chi non ci ascolta è un Birimbino!


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