Quando un autore si fa carbonella per cucinare fumetto. Interviste a Simone Angelini e Maurizio Lacavalla.

Ora vi chiederete, cosa c’entra la carbonella con le interviste a fumettisti indipendenti? Capita, quando fai delle interviste o parli con degli ospiti, di unire dei puntini che non avevi unito mai e di portarti a casa un’ottica diversa. Ecco io, questa volta, mi porto a casa l’idea della carbonella.

Pensate ad un bel barbecue, nel giardino di casa fatto in una serata estiva insieme agli amici che sorseggiano sangria fatta in casa. Se siete mai stati i cucinieri addetti alla carne saprete che per la cottura perfetta la brace deve rimanere calda e vivace ma mai con la fiamma.
Mi viene sempre in mente l’immagine del cuoco da grigliata che spruzza l’acqua sulla carbonella per evitare la fiamma quando finisco in fumetteria a caccia di qualcosa di diverso, di una novità, di una sorpresa magari non perfetta ma diversa e fuori dai meccanismi da “fiamma alta” del mainstream. Ma alla fine dovrò farmene una ragione: il posto giusto per scovare qualcosa di nuovo non è più la fumetteria ma la fiera, il salone, l’evento dal vivo.

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Maurizio Lacavalla ed Emidio Clementi

Lo spazio per l’indipendente e l’intelligenza emergente che fino all’inizio del secolo era rappresentato nelle fanzine e nelle comiczine, oggi è confluito su Facebook, Instagram o sul blog personale. Sei un fumettista? Inizia a condividere i tuoi lavori su Facebook e quando potrai presentare il numero giusto di fan ad un editore lui ti darà l’opportunità di dedicarti a opere più complesse o a te più affini. Penso ad esempio a Zerocalcare che dopo tanto online finisce che pubblica un (eccellete) nonreportage a fumetti.

La prima conseguenza per #gliautorididomani è che pubblicare sul web significa lavorare serialmente: non c’è alternativa. Perché chi ti legge ti dedica sempre meno tempo o lo fa dal cellulare in mezzo al traffico, perché per realizzare qualcosa quotidianamente devi ridurre i tempi, perché è la forma più giusta per creare un legame duraturo con i fan.
L’altra conseguenza è che gli editori medio/piccoli possono ridurre i rischi pubblicando autori che hanno saputo emergere da quel coacervo rumoroso e troppo spesso qualitativamente imbarazzante che sono i social.

Insomma è questo il motivo per cui  inizio a pensare che oggi più che mai il posto migliore per scoprire opere diverse e interessanti siano le fiere e gli eventi.  Oggi sono posti dove l’editore volenteroso porta solo i fuoriclasse della sua scuderia mentre una volta portava anche i rimpiazzi e le seconde scelte perché non le poteva parcheggiare su Instagam. Insomma, il brutto, quello vero, resta online mentre di persona bene o male incontri sempre qualcuno con qualcosa da dire.

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Marco Taddei e Simone Angelini

Guidati da quest’idea e approfittando che RadioOhm fosse media partner ufficiale del festival Chiamata alle Arti 2016, come Sono Cose Serie ci siamo concessi una piccola parentesi non puramente seriale intervistando due autori presenti all’evento. Parliamo di autori emergenti che presentano lavori molto diversi. Il primo è Maurizio Lacavalla che, insieme a Emidio Clementi (scrittore, voce e basso dei Massimo Volume) si esibirà durante la kermesse in una performance artistica per presentare il libro Hotel Massilia. Il secondo è Simone Angelini, disegnatore abruzzese che, in coppia con lo sceneggiatore Marco Taddei, presenta la sua ultima fatica, Anubi (GRRRZ Comic Art Books).

In queste due chiacchierate che vi proponiamo troverete diversi spunti interessanti che fotografano il momento molto particolare che sta passando il media fumetto oggi. Il primo è che il fumetto resta un prodotto estremamente analogico. Non solo per la fatica che fa a trovare una dimensione digitale in termini editoriali, ma anche nel senso che viene realizzato, perfino dagli autori giovani ed emergenti, con carta e china come se questo fosse un elemento strutturale del processo creativo del fumettista più che una mera scelta tecnica. Il secondo è che – perdinci – c’è ancora tanta forza e determinazione che brucia intorno a questo mondo: lo si capisce da come gli autori ti parlano del loro lavoro e da come pensano già in prospettiva, ai prossimi progetti come se quelli finiti siano solo un gradino di una lunga scalinata di idee. Una forza che brucia come brucia la carbonella ben curata: costante, vivace ma rigorosamente senza fiamma.

Intervista a Simone Angelini.

Intervista a Maurizio Lacavalla

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