Scoprire che imbustare i fumetti li rovina… e io soffro…

Introducendo il video, consentitemi di essere diretto e personale, questa volta. Perché quando Alfonso Zoleo, ricercatore nel campo della chimica dei materiali d’archivio presso l’Università di Padova – ovvero un esperto di cosa succede alle opere archiviate e di come conservarle al meglio – ti dice che i fumetti si rovinano se li imbusti… beh, amici miei… questo è veramente molto personale.

matteo sbattutello

Un volto sofferente ad apprendere cotali nefaste notizie…

Lo è perché scopro che tutto quello che ho fatto fino ad oggi con dedizione e cura per preservare la mia collezione è sbagliato, anzi – peggio mi sento! – ne accelera il degrado.
Vi avviso: in queste righe potrei diventare un po’ melodrammatico – retorico quasi tribunesco – ma consentitemi di condividere liberamente il disagio per la situazione. Un disagio che potrete constatare visivamente nel mio volto sbattuto che salta all’occhio durate tutto il video: ecco, ora sapete perché.

Per me che, insieme a tanti altri come i compari di Sono Cose Serie, mi sono sempre ritenuto un piccolo coriaceo e appassionato collezionista l’operazione di imbustare un albo era, nell’ordine, necessaria, rituale e distintiva.

Necessaria perché – così ci avevano insegnato quelli prima di noi, i collezionisti che ci passavano il testimone di questa missione di conservazione della bellezza – era il metodo migliore e imprescindibile per cristallizzare la freschezza del “nuovo e mai sfogliato”, conservarne la fragranza di colori e odori. Un po’ come Han Solo pucciato nella grafite in attesa che qualcuno lo risvegliasse. (Cosa, ovviamente che nessun collezionista si sarebbe mai augurato: mai aprire o sfogliare. Piuttosto ne compri un’altro appositamente per la lettura.)
Era rituale perché era il gesto di affetto e gratitudine massima, la coccola amorosa che il collezionista offriva alla dea Fumetto, musa dell’immaginario alternativo che elevava l’anima del nerd costretto ad una vita terrena di incomprensione e dileggio.
Infine, distintiva perché era uno dei segni distintivi della gang degli amanti della Nona Arte. Io amo i fumetti perché li proteggo, non come quelle bestie che li abbandonano così su un tavolo, li arrotolano o ci poggiano sopra la Seven Up.

Alfonso Zoleo e l'odore di fumetto

L’ottimo Alfonso Zoleo, ricercatore all’Università di Padova, mentre ci insegna a riconoscere i primi segni del degrado della carta con il naso.

Quindi ero un Cavaliere Bianco del Bene e del Giusto. Poi, durante questa vita da serialista radiofonico, faccio un viaggio per un’intervista e tutto quello in cui credo, sparisce. Anzi, peggio, scopro che il mio amoroso lavorìo potrebbe essere la causa di infinito dolore per la mia collezione! Come un genitore che nutre il figlio a pane e Nutella per farlo crescere sano e forte e poi se lo ritrova obeso e anarchico-insurrezionalista in prima linea nel boicottaggio della Ferrero.

Ma il sapere rende liberi, come diceva uno che è diventato più volte un fumetto. Nella nostra intervista scoprirete non solo il modo per valutare lo stato di salute del nostro fumetto ingiustamente imbustato ma anche come ridurne, da oggi in poi, il degrado.
Perché, volete sapere cosa vien fuori? Il modo migliore per conservare un fumetto non è imbustarlo, ma farlo respirare, sfogliarlo. Leggerlo insomma.

E questo, carissimi, cambia tutto. Questa è l’occasione per riaprire gli occhi e toccare con mano quanto questo mio affetto per il fumetto fosse diventato una routine, un’abitudine, un’assuefazione.
Se ci pensate, non è ovvio? Quale torto più grande possiamo fare ad una bella storia se non quello di rinchiuderla in una busta di plastica sigillata destinandola a non essere mai letta, mai raccontata, mai condivisa.

mrfnqwo

Lo sentite anche voi? L’odore di fumetti nuovi?

Forse c’è una morale più profonda che questa intervista ha il merito di far emergere. Se lo scopo di collezionare fumetti è quello di preservarne e accrescerne il valore per donarne la profonda bellezza alle generazioni che seguiranno, l’atto di conservazione più importante resta quello di leggerli e condividerli. Dobbiamo tornare a contribuire all’universalità delle loro storie aggiungendo la specificità della nostra lettura privata.

Facciamo una bella cosa tutti insieme? Questa estate, salviamo la nostra collezione: sfiliamo il fumetto imbustato da 15 anni e regaliamolo a nostro nipote o leggiamolo con nostro figlio. E così avremo fatto la cosa migliore per la conservazione del Fumetto: avremo contribuito a far nascere in qualcun altro la nostra stessa passione per questa incredibile arte narrativa.

 

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