Ricette Seriali – L’Avvento di Cthulhu

Inquietudini stellari che ci scuotono con paure inspiegabili. Palpiti che vi sfiorano al passaggio di luoghi ameni o di bizzarri sconosciuti. E uno strano turbamento che vi sale dentro al solo rumore della risacca, al primo odore di salsedine. O davanti al nero cupo del mare di notte.

Inquietudini che si insinuano e ti perseguitano durante il sonno, perturbandoti i sogni.
Soprattutto dopo un’abbondante mangiata di pesce non molto fresco…

cthulhu

Cthulhu, dello scultore Joe Broers

Inquietudini come quelle di cui raccontava lo scrittore di Providence, Howard Phillips Lovecraft, disturbatore dell’immaginario collettivo e uno dei padri putativi dell’Orrore, con la maiuscola. Il Necronomicon, Chtuhulu e altre abominevoli creature, arcaiche quanto i loro impronunciabili nomi, sono i frutti che ci ha offerto e che molti di noi amano e bramano. Il suo pantheon smisurato ha stuzzicato l’appetito di generazioni di scrittori, sceneggiatori, registi, fumettisti, animatori e semplici fruitori, i cui tentacoli si sono estesi ad infettare diverse opere e storie, a volte in modi che neppure immaginate.

Parliamo di creature composite, che strisciano fuori dal mare, aliene nelle origini come nell’aspetto, con tentacoli dove dovrebbero avere una bocca… carapaci… zampe articolate…

Non so voi, ma noi abbiamo già l’acquolina in bocca!

 

INGREDIENTI:

  • 300gr. di polpo;
  • 200gr. di gamberi;
  • 400gr. di riso carnaroli
    N.b.: ancora più scenico un qualche riso etnico e multicolorato – nero e bianco il più comune, verificate solo attentamente sia adatto ai risotti. La varietà di riso tailandese Jasmine, dal gusto intenso e profumato, ad esempio, è una alternativa molto consigliata;
  • 2 carote;
  • 2 cipolle;
  • 2 gambi di sedano;
  • Una manciata abbondante di prezzemolo tritato;
  • 3 cucchiai di olio EVO;
  • 1 bicchiere di vino bianco;
  • sale;
  • pepe;
  • 1 noce di burro.

facoltativi

  • funghi secchi (porcini consigliati)

STRUMENTI:

  • 1 pentola (con un litro di acqua);
  • 1 colabrodo o 1 colapasta;
  • 1 ciotola o 1 altra pentola per contenere il brodo;
  • 1 forbice da cucina;
  • 1 padella piuttosto grande;
  • occorrente per tritare cipolla e simili (potete usare strumenti di tipo tecnologico, un banale accoppiamento coltello/tagliere o una mezzaluna. Fatevi solo trovare pronti per questo arduo compito. E siate rudi: suvvia, è solo un poco di cipolla!);
  • 1 mestolo;
  • 1 cucchiaio di legno

Per quanti contendenti:
Normocommensali – 4 persone dovrebbero ritrovarsi con un piatto di adeguate proporzioni. Se siete fan dei vari reality televisivi culinari e l’impiattamento è la vostra religione, questo piatto si presta bene a dare sfogo alla vostra perversa creatività: con le porzioni medie da chef televisivo, di piatti ne riempirete 6/8, se avete commensali raffinati ed esteti.
Famelici Golosauri – dovrebbero uscire 3 grossi piatti da bettola del porto. Ma piano con il grog, che per allucinazioni e coltelli che volano non ci assumiamo responsabilità.

Scopi:
Ottimo per una cena in doppia coppia o, dimezzando le quantità e mettendo un deciso freno alla nerdizzazione del piatto, una sfiziosa pietanza per una cenetta romantica.
È un primo molto ricco, per cui potreste viverlo anche come pasto completo, ma si inserisce discretamente bene in un pasto con più portate.

Difficoltà:
Richiede di essere seguito.
Ci sono tocchi alchemici nella preparazione: è uno di quei piatti che, a parità di ingredienti, potrebbe risultare molto diverso a seconda del cuoco che lo ha realizzato.

Costo:
Medio alto.
Anche rivolgendosi al banco surgelati del supermercato è inevitabile che gli ingredienti alzino un po’ il prezzo della pietanza. Salvo che non viviate in una città marittima e conosciate le giuste pescherie.

Varie ed eventuali: «Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn»

PROCEDIMENTO:

 

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Partiamo con i gamberi: sgusciateli, tenendo i gusci e buttando via il filamentino nero che trovate. Mettete da parte i gamberi puliti e nella pentola piena d’acqua aggiungete i gusci, 1 cipolla, 1 carota e 1 gambo di sedano sbucciati e tagliati grossolanamente.
Portate ad ebollizione e cuocete a fuoco moderato per una mezzora, poi filtrate il brodo con l’aiuto del colabrodo o del colapasta, salatelo e mettetelo da parte, ci servirà per la cottura del riso.

Prendete i polipi, puliteli bene svuotando la testa, eliminando gli occhi e i becchi e poi tagliateli a pezzi (questo se non avete preso dei polipi già puliti che magari avete dovuto solo scongelare).
In questo procedimento può aiutare la forbice da cucina. Ovviamente, per dare un tocco più Lovercraftiano al piatto, tagliate i tentacoli in maniera scenica, ma ricordate che se fate pezzi troppo grandi poi faticheranno a cuocere.
Potete tenere da parte un tentacolo o due e lasciarlo cuocere più a lungo per una qualche decorazione finale.

Tritate a vostro gusto il sedano, la cipolla e la carota avanzati, e metteteli a rosolare in padella nell’olio d’oliva, fino a farli dorare. A questo punto aggiungete il polipo, metà del prezzemolo tritato e il bicchiere di vino bianco (no, quello non serviva per ristorarvi dalla fatica di tritare. Procuratevene un altro, avanti!) e lasciate andare per una decina di minuti circa a fuoco dolce, facendo attenzione che il vino non evapori tutto.

Aggiungete il riso in padella (se avete deciso per i funghi, questo è il momento per aggiungerli, tagliati a pezzetti), fatelo tostare qualche istante a fiamma vivace girando con un cucchiaio di legno e poi iniziate ad aggiungere il brodo un poco alla volta.

Con il mestolo versate il brodo, abbastanza da coprire tutto il contenuto della padella e tornate ad aggiungerlo quando si asciuga troppo. Andate avanti per una decina di minuti. Il circa è d’obbligo: regolatevi sulla consistenza del riso che preferite, considerando che dovrete farlo cuocere ancora qualche minuto.

N.B. : Una scuola di pensiero alternativa vuole che si possa versare direttamente tutto il brodo sul riso: con aggiustamenti della fiamma, abbassandola (se il brodo asciuga troppo in fretta e il riso deve ancora cuocere) o alzandola (se il riso è ormai cotto ma c’è ancora troppo brodo) alla bisogna. Noi troviamo che la gestione un mestolo alla volta permetta una migliore gestione della cottura e la possibilità di ottenere molto più facilmente la consistenza desiderata (il riso più o meno “al dente” a seconda dei gusti personali). Inoltre vi costringe a seguire con più attenzione la cottura e, se cucinare vi è quantomeno gradito, la rende persino più interessante.

Dopo i primi dieci minuti, aggiungete il prezzemolo rimasto, i gamberi, sale, pepe e cuocete ancora cinque minuti circa. Quando spegnete la fiamma lanciate nel risotto una noce di burro e date una rapida mantecata. La noce di burro non è obbligatoria, ma un risotto DOC la mantecata di burro la dovrebbe avere sempre.

A questo punto impiattate, dite la vostra preghierina a Nyarlathotep o a Yog Sothoth e gustate, ma con una certa apprensione.

Possibile bevanda di accostamento:
Gewürztraminer della cantina Tramin di Termeno (BZ).
Ha due grossi pregi: è uno straordinario Südtirol – Alto Adige DOC e il suo nome sembra un’ancestrale invocazione nella lingua dei Grandi Antichi.

Se non bevete alcolici in questo caso si sconsiglia l’abbinamento con le bibite: il dolciastro della bevanda altererebbe il gusto e il piacere.
Consigliamo invece il Lung Ching o Longjing, pregiato tè verde cinese, con il suo raffinato sapore fiorito con punte di oliva verde e orzata: bilancerà ottimamente il gusto del pesce e renderà ancora più esotico il vostro esoterico pasto.

 


Vi è piaciuta la ricetta? Commentate qui sotto il vostro gradimento ma soprattutto condividetela!
A presto, con le Ricette Seriali di Sono Cose Serie!

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